Un’eroina del Medioevo tra storia e leggenda

MATILDE DI CANOSSA

Matilde di Canossa è una figura così grande della storia del Medioevo europeo che la sua personalità e le sue gesta sconfinano nella leggenda. La sua posizione dinastica, all’incrocio tra famiglie di ascendenza regale tedesca e feudatari alleati della Chiesa in Italia, la colloca in una posizione di mediazione (e di conflitto) tra le due massime autorità, il papa e l’imperatore. Anche i suoi Domini si collocano nell’area geografica intermedia tra i territori dell’impero e dello Stato Pontificio.

Alla fine del gennaio 1077 è protagonista nel famoso episodio del «perdono di Canossa», sarà infatti un abile mediatrice tra il sovrano ribelle e il papa mostrando la sua ambivalenza dovuta alla fedeltà verso il cugino imperatore e il desiderio di essere una buona cristiana. Papa Gregorio VII revoca la scomunica all’imperatore Enrico IV, procurando una pace temporanea alla lotta per le investiture.
Per il suo ruolo di intermediaria Matilde viene però spogliata del titolo di Contessa e privata delle sue terre: per un certo periodo è una donna sola, alcuni vassalli le si ribellano e, per difendere il suo feudo sotto attacco delle truppe imperiali, contrae un secondo matrimonio, anche questo infelice e fallimentare.
Solo nel 1111, con l’accordo di Bianello, le viene nuovamente riconosciuto il potere sui suoi domini e viene incoronata Vicaria Imperiale in Italia da parte del nuovo imperatore Enrico V. In cambio garantisce al tedesco l’eredità di tutte le sue proprietà.
In parte l’unicità di Matilde risiede nell’aver ricoperto un ruolo di potere che quasi mai è stato detenuto da una donna; ma la sua aura di forza e di saggezza deriva dal coraggio delle decisioni che ha preso nell’ambito della politica, della strategia militare, delle alleanze e persino delle relazioni famigliari.
La sua determinazione ha reso il suo trono il più importante d’Italia; la sua abilità le ha guadagnato di volta in volta la protezione del papa e dell’imperatore
Solo negli ultimi anni della sua esistenza Matilde potrà dedicarsi alla preghiera e alla religione tralasciata in gioventù per il suo ruolo politico.

È morta nel 1115 senza lasciare eredi: per secoli nessuno ha più potuto ambire alla conquista di una simile potenza nella travagliata geografia politica della nostra penisola.